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 Analisi elezioni comunali

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farinata degli uberti

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MessaggioTitolo: Analisi elezioni comunali   Mer Apr 23, 2008 3:01 pm

flower

Mi piacerebbe commentare, il risultato delle recenti elezioni comunali, ciò che ha causato la sconfitta della lista "insieme per San Siro" e ciò che ha determinato la vittoria della lista "libertà è partecipazione". Insomma spero di iniziare, ormai a bocce ferme, l'analisi del voto.

Ciao a tutti flower

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Farinata degli Uberti

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"S'ei fur cacciati, ei tornar d'ogne parte",
rispuos'io lui, "l'una e l'altra fiata;
ma i vostri non appreser ben quell'arte".
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kaabor



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MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Mar Mag 20, 2008 7:07 pm

Moderatore, cosa aspetti ad "analizzare" i risultati del voto di San Siro?
Sto aspettando da oltre un mese!
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kaabor



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MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Lun Mag 26, 2008 12:32 pm

Un ulteriore sollecito al "moderatore": sono sempre in spasmodica attesa delle analisi del voo!
Cos'è, ti mancano le parole, o le idee?
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farinata degli uberti

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MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Mer Mag 28, 2008 3:35 pm

kaabor ha scritto:
Un ulteriore sollecito al "moderatore": sono sempre in spasmodica attesa delle analisi del voo!
Cos'è, ti mancano le parole, o le idee?

Chiedo scusa per la mia assenza, problemi di salute e personali non mi hanno permesso di svolgere il mio ruolo di moderatore, entriamo subito nel merito della questione: Un voto largamente annunciato e assolutamente prevedibile, almeno da me, ho sbagliato le percentuali di uno 0,4 per cento, circa 3 voti.
La vittoria annunciata secondo il mio parere è anche figlia della non volontà dei precedenti amministratori di risolvere questioni che si trascinano da decenni, per molti versi create dalla loro poca capacità. Secondo me questo è uno dei motivi per cui hanno presentato un candidato sindaco sconfitto in partenza, senza nessuna possibilità di vincere. In conclusione hanno capito che la popolazione li ha abbandonati e non hanno fatto nulla per cercare di riconquistarla.

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kaabor



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MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Gio Mag 29, 2008 12:52 pm

Francamentre mi aspettavo qualcosa di più. Mi aspettavo un'analisi
più completa, un'analisi vera. Che analisi è mai quella che afferma:
"hanno presentato un sindaco sconfitto in partenza, senza nessuna
possibilità di vincere."! Chi mai partecipa ad una qualsiasi
consultazione elettorale e fa di tutto per perderla? Che cosa significa:
" ..... hanno capito che la popolazione li ha abbandonati e non hanno
fatto nulla per cercare di riconquistarla."?! Come si può pensare che,
in politica, qualcuno possa essere talmente autolesionanista da farsi
del male?

Le ragioni sono altre e discendono tutte, o quasi, dalla disinformazione
locale, ma soprattutto nazionale. Dalla disinformazione che nasce dal
fatto chre "qualcuno" ha in mano tutti, o quasi, i moderni strumenti
mediatici e, con questi, disinforma gli elettori. Si potrà affermare che
la disinformazione nazionale non influisce sull'esito dei risultati locali,
invece influisce influisce, eccome!

Una buona (in questo caso cattiva) campagna di "sculturizzazione"
politica e sociale,condotta per anni ed in maniera martellante, poduce
i suoi effetti anche sul piano locale ed i risultati elettorali ne sono la
conseguenza.

Occorrerà un'intera generazione per scrollarsi di dosso questa
"incultura". In attesa di una nuova cultura, di una nuova sensibilità
sociale viene voglia di pensare ad una soluzione temporanea, ma
radicale.

Le righe che seguono sono, chiaramente, una provocazione e come
tali vanno interpretate. Tentano di gettare un sasso nello stagno ed
hanno lo scopo di agitarne le acque stagnanti e maleodoranti.

Un Paese moderno e civile deve necessariamente dotarsi di un codice
comportamentale al quale tutti i cittadini devono attenersi.
Un codice che regoli i rapporti tra la collettività ed i singoli; tra i
singoli stessi; che regoli i rapporti sociali, economici, familiari e via
dicendo.

Così abbiamo che per poter esercitare il diritto di condurre un'auto
occorra una patente di guida; per esercitare l'arte della medicina
occorra un'autorizzazione pubblica; lo stesso vale per ogni altra
professione o mestiere; anche per esercitare la pesca sulle acque
occorre una autorizzazione - la licenza -. E' quasi infinito l'elenco
delle arti, mestieri, professioni, attività per le quali è necessaria - a
seconda dei casi - una patente, una licenza, una autorizzazione.
Ed è, quasi sempre, giusto che così sia!

Chi svolge. ad esempio, l'attività di medico deve poter dare - a chi
richiede il suo intervento - una garanzia di professionalità che la
collettività gli deve aver concesso e riconosciuto.
Lo stesso vale per il farmacista, per il notaio, per il ragioniere, per
il geometra, per l'elettricista, per l'idraulico.
Guai se così non fosse! Rischieremmo di essere avvelenati da un
farmacista incompetente, di trovarci la casa allagata da uno
pseudo-idraulico, e via elencando.

Se dunque la collettività tutela il singolo cittadino, che potrebbe
subire dei danni a causa delle incompetenze di un professionista,
perché non dovrebbe tutelare anche se stessa da danni ancora
maggiori?
Procurare dei danni a singoli cittradini (come negli esempi
precedenti) è molto grave, ma provocare dei danni non al singolo
cittadino, ma all'intero Paese, è ancora peggio!

Ecco quindi la provocazione annunciata: "Perché non rilasciare
una patente per esercitare il diritto di voto?".
Colui che, esercitando questo diritto si reca alla cabina elettorale
senza sapere - senza avere la minima cognizione di ciò che sta per
compiere - rischia di produrre danni incalcolabili all'intero Paese e
non solo a se stesso.

Molto spesso si sente affermare che questo (o quel) governo "non
fa gli interessi del popolo", che questo (o quel) governo è composto
da ladri.
Quando si va più a fondo si scopre per "il governo" si intende: il
Potere Esecutivo, il Potere Legislativo, la Magistratura, le forze di
polizia, i vigili urbani e financo i sindacati, la stampa, la televisione, i
capistazione e ..... chi più ne ha, più ne metta!

Quale confusione regna nella testa di taluni elettori (taluni? Non
potrebbero essere molti, troppi?)! Che contributo possono dare
costoro alla creazione di una classe dirigente, alla formazione di
un efficiente personale politico che governi con perizia e onestà
questo Paese se non hanno ben chiaro in testa il motivo per il
quale si recano al voto?

Costoro sono, poi, i primi a urlare contro la "classe politica", il
"ceto politico", la "casta politica" come se in un Paese democratico
esistessero una classe, un ceto od una casta politica.
Costoro sono i primi a non rendersi conto che in un Paese
democratico il personale politico non sì è autoeletto, ma è stato
scelto dal corpo elettorale e di questo ne è lo specchio fedele!
Costoro non si rendono conto di essere dei burattini manovrati da
un burattinaio che ha mille interessi a denigrare ogni forma,
ancorché imperfetta, di democrazia. Costoro non si rendono conto
di essere al servizio della demagogia fomentata da qualche
personaggio che, dopo aver calcato il palcoscenico, sembra essersi
messo al servizio del più deleterio qualunquismo. Costoro non si
rendono conto di essere succubi della tv-spazzatura (tv-spazzatura
onnipresente nel nostro Paese) che li orienta (o meglio, li disorienta)
verso il qualunquismo ed il populismo.

Perché deve essere consentito a tali cittadini (meglio sarebbe
chiamarli sudditi) di esprimere il loro inutile, quanto pericoloso voto?
Ora qualcuno, leggendo queste righe, griderà allo scandalo. dirà che
questa posizione ripercorre all'indietro il cammino della storia. Dirà
che la partecipazione al voto è un diritto inalienabile e che nessuno
può toglierlo.

Anche un semplice baccelliere della politica può constatare che, in
alcuni casi la Magistratura può togliere, o sospendere tale diritto.
Chi si è macchiato di un certo tipo di delitti si vedrà togliere il diritto al
voto. Nessuno in questo caso griderà allo scandalo. Nessuno
sospetterà che vi sia stato un attentato alla democrazia, ma tutti si
renderanno conto che i poteri dello Stato hanno il dovere - in certi
casi - di negare il diritto di voto ad un elettore indegno di esercitarlo.

Si inventi, allora, una specie di "patente" per l'esercizio del voto. Chi
ne è provvisto potra votare. Gli altri, no!

E' presumibile che le formazioni politiche maggiormente penalizzate
saranno quelle della destra perché è là che più di ogni luogo si annida il
più becero qualunquismo. E' là che si annida il sottoproletariato, (la
classe sociale più disponibile alle avventure politiche della destra - come
dimostrato dalle vicende del fascismo e del nazismo - ). Il
sottoproletariato è la classe sociale che, storicamente, è stata più
disponibile ad essere manovrata dai regimi autoritari.
Il sottoproletariato non è solamente uno strato sociale che vive ai
margini della società e dell'illegalità rovinando talvolta da quella a
questa. Il sottoproletariato non è soltanto una condizione economica,
ma è anche una cultura, una concezione diversa della società civile, un
diverso modo di pensare, di comportarsi, di agire, in una parola: una
diversa "cultura". Il sottoproletariato non è un confine che separa i
ricchi dai poveri, perché in esso si trovano - talvolta - entrambi. Anche
alcune frange della piccola borghesia (quelle che vivono sotto il desco
padronale) sono assimilabili al sottoproletariato.

La sinistra avrà poco da temere perché il proletariato è stato sempre
il motore della democrazia e del progresso sociale, checché ne dicano
gli odierni soloni!

A chi si domanda quale sarà l'autorita che potrà rilasciare questa
"patente" e con quali criteri potrà essere rilasciata, si potrà rispondere
che questo è solo un problema tecnico e, perciò, risolvibilissimo!
La difficoltà non è pertanto "come si risolve il problema", ma se "lo
si vuole risolvere".

Sorge, a questo punto, un'altra osservazione: perché non istituire una
"patente a punti"?
Posto che tutti i cittadini aventi diritto al voto non sono uguali tra loro
poichè ciacuno è dotato di diversa conoscenza, sensibilità, preparazione
politica, ecc. perché il voto espresso da un cittadino deve essere uguale
a quello di un altro? Perché devono contare alla stessa maniera? Perché
devono avere lo stesso peso? Perché il voto di un cittadino che si reca
alle urne cosciente di ciò che sta per compiere deve essere uguale a
quello che si reca alle urne senza avere la minima idea di ciò che si
appresta a fare?

In questi casi perche non assegnare al primo elettore un voto che valga
"dieci", all'altro un voto che valga "nove" e cosi via, fino all'ultimo il cui
valore del voto equivalga a "uno"? Anche qui, la risolvibilità del problema
è tecnica, quindi fattibilissima.

I rappresentanti del popolo, con questa diversa forma di elezione,
sarebbero per davvero i veri rappresentanti del popolo. Non solo, ma gli
esclusi dal voto (totali o parziali) troverebbero un nuovo incentivo per la
loro preparazione, civica e politica, finalizzata al rientro nel diritto al voto.

I mestatori, i qualunquisti, i populisti, i demagoghi, i proprietari dei grandi
"media" avrebbero vita più difficile perché un popolo socialmente e
politicamente cosciente non è facilmente ingannabile.

Naturalmente, come annunciato all'inizio, queste sono soltanto delle
provocazioni! Ben altra è la strada da percorrere per far diventare questo
Paese un "Paese normale".
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GIOVANNI CAVALLI



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MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Sab Mag 31, 2008 7:20 pm

17 maggio
Nuova Amministrazione San Siro
A seguito delle ultime consultazioni amministrative del mese di aprile scorso, l'Amministrazione di San Siro ha cambiato guida.
Al nuovo Sindaco Michela Maldini, al suo vice Claudio Raveglia, a tutto la giunta e a tutto il consiglio comunale auguriamo buon lavoro, restando a loro disposizione per qualsiasi forma di collaborazione .

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GIOVANNI CAVALLI



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MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Sab Mag 31, 2008 8:12 pm

CARO ROLANDO
Mi piacerebbe leggere un tuo commento al mio primo post , ma sopratutto su quanto
espresso da Kaabor .

Il risultato delle recenti elezioni comunali , e' secondo il mio modesto parere , e' stato
favorito dall' aiuto che i " ragazzi " hanno ricevuto dai boss politici locali.

Non ricordo il periodo esatto in cui una " lista civica " chiese aiuto ai partiti .
Dimmelo tu ? Forse ai tempi della DC.

Comunque , con un click sull ' URL riportato sul mio precedente post chiunque potra'
verificare di persona la provenienza degli auguri ai nuovi amministratori.

Al momento non aggiungo altro in quanto kaabor si e' abbondantemente espresso .Condivido appieno la sua " provocazione "

In attesa di leggerti anche sul blog , auguri per la tua salute . Giovanni Cavalli
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Nabucco



Messaggi : 139
Data d'iscrizione : 23.04.08

MessaggioTitolo: Re: Analisi elezioni comunali   Mer Lug 16, 2008 4:52 pm

Caro Gianni,
condivido anch'io le provocazioni di Kaabor, mi pare che il buon Farinata sia ancora in campagna elettorale, almeno la sua analisi sembra su quel livello. Di seguito ti riporto un mio msg che ti ho mandato sul blog:

Caro Gianni,
spero che il tuo computer ora funzioni. Se non ci pensi tu questo Blog muore. Mi chiedo che fine abbiano fatto gli amministratori comunali, ad esempio il sempre pieno di idee aryete o il preciso (nel segnalare le manchevolezze della passata amministrazione) Nico, o il polemico Diablo e via dicendo. Troppo occupati dici? Certo il tempaccio non li ha aiutati ma via, due righe ogni tanto. Ieri sono stato testimone di un episodio divertente. Sui pontiletti del moletto è stata affissa (già da tempo) un'ordinanza firmata dall'assessore nonchè responsabile di servizio Nico che proibisce l'accesso ai suddetti pontili. Tre persone sfidavano impunemente tale ordinanza, indovina un po' chi era una di loro? Non ci riesci? Te lo dico io, l'assessore dai molti cognomi. Non male, vero? La stessa ordinanza proibisce anche l'attracco ma diverse barche (6/7) non sembrano preoccuparsene piu' di tanto. Mi chiedo: se l'attracco è proibito, vuoi vedere che non solo sfidano l'ordinanza ma sono pure ancorati gratis? Visto l'atteggiamento dell'assessore dai molti cognomi, mi domando di chi siano...

ciao
Daniele
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